Scuola e disuguaglianze: accesso non garantito ai servizi essenziali

In Italia, non tutti gli studenti hanno le stesse possibilità di accedere ai servizi educativi fondamentali, come la mensa scolastica o il tempo pieno. Le percentuali più basse si registrano nelle regioni del Sud e nelle isole, proprio dove si concentrano le famiglie con maggiori difficoltà economiche e si registrano i livelli più alti di dispersione scolastica.

Campania, Sicilia e Sardegna sono le tre regioni italiane con i tassi più elevati di “early school leavers” — ovvero gli studenti che abbandonano la scuola prima del termine del percorso obbligatorio. Le percentuali oscillano tra il 16% e il 17,3%, sono tra le più alte d’Europa.

 

Tempo pieno e mense scolastiche: un’Italia divisa

Attualmente, solo il 40% degli alunni della scuola primaria ha accesso al tempo pieno, con forti disuguaglianze territoriali. Mentre regioni come Lazio, Toscana e Lombardia superano il 55%, il Molise e la Sicilia si fermano intorno al 10% e la Puglia raggiunge appena il 18%.

Anche il servizio mensa mostra un divario significativo. In media, solo il 36,9% degli studenti ne beneficia. Nelle province del Nord come Trento, Milano, Biella e Monza e Brianza, la copertura supera il 70%. Al Sud, invece, la situazione è critica: in città come Agrigento, Foggia e Catania la percentuale scende fino al 10%.

 

Palestre scolastiche: un bisogno ancora poco soddisfatto

La disponibilità di strutture per l’attività motoria è un altro elemento essenziale nel percorso educativo e di salute degli studenti. Tuttavia, anche qui i dati sono carenti: meno di una scuola su due dispone di una palestra adeguata per lo svolgimento di attività sportive.

 

Il PNRR può bastare?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato 17 miliardi di euro al Ministero dell’Istruzione e del Merito per contrastare la povertà educativa. Tra le priorità: mense, palestre e tempo pieno. Tuttavia, la distribuzione dei fondi sta evidenziando criticità: l’allocazione delle risorse risulta disomogenea e, in molti casi, non corrisponde ai bisogni effettivi delle Regioni e delle Province

 

La domanda aperta

Un nuovo anno scolastico è cominciato, ma una domanda rimane senza risposta: Quanto tempo ci vorrà per colmare il divario, cancellare le disuguaglianze e garantire le stesse opportunità a tutti i bambini e ragazzi che frequentano la scuola in Italia?

 

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