Nel villaggio di Jharlang, situato nella parte centrale del Nepal, nessun edificio è sopravvissuto alla furia del terremoto che il 25 aprile 2015 ha colpito il Paese. Al momento del sisma vi abitavano 825 famiglie: tutte quante hanno perduto la casa, i magazzini con le derrate alimentari ed il bestiame, loro unica risorsa. Le scuole sono andate distrutte.
La ragione di tanta devastazione è dovuta al fatto che l’epicentro del terremoto era situato a Barpak, a soli 12 km di distanza da Jharlang. Ci trovavamo in Nepal, per un progetto di formazione degli insegnanti di Kathmandu, quando siamo venuti in contatto con la difficile realtà di Jharlang: la decisione di sposare il progetto Safer Schools di Apeiron Onlus, che lavora sul territorio dal 1997, e di finanziare la costruzione di una scuola elementare nel villaggio distrutto, è stata immediata.
Il programma di Apeiron a Jharlang prevedeva di realizzare prima dei “Temporary Learning Centre”, per far fronte alla situazione emergenziale, da sostituire in seguito con dei “Permanent Learning Centre. I Temporary Learning Centre erano stati ideati allo scopo di essere strutture temporanee: semplici scheletri di metallo con tetto in lamiera, pavimenti in terra e pareti di tela cerata. I Permanent Learning Centre avrebbero dovuto invece essere necessariamente diversi, se volevamo che le scuole di domani non seguissero il destino di quelle che le avevano precedute: strutture permanenti e antisismiche, dotate di pareti in muratura e pavimenti in cemento.
La posizione remota in cui si trova la zona di intervento ha complicato notevolmente l’avanzamento dei lavori per la costruzione della scuola elementare da noi finanziata. Jharlang è un villaggio isolato, spesso inaccessibile anche telefonicamente e le comunità beneficiarie del progetto possono essere raggiunte esclusivamente a piedi. La strada che collega Dhadingbesi, il più vicino centro abitato di una certa grandezza, a Jharlang si interrompe all’altezza di Dundure, da questo punto in poi il trasporto dei materiali va avanti a dorso d’asino o tramite l’utilizzo di portatori.
Questa modalità, sebbene abbia reso particolarmente complicata la logistica dell’intervento, ha creato opportunità di lavoro per gli abitanti della zona. Un’ulteriore occasione di impiego è stata loro fornita dai “comitati di costruzione”, il cui coinvolgimento è stato determinante per la tempestiva conclusione dei lavori. I comitati hanno fissato incontri bimestrali per coinvolgere la comunità nell’opera di riedificazione, sensibilizzando e responsabilizzando gli abitanti verso gli obiettivi del progetto, ed hanno provveduto ad incontrarsi ulteriormente in occasioni particolari, ad esempio quando è emersa la difficoltá di reperimento di manodopera locale, tutta impegnata nella ricostruzione delle proprie abitazioni.
All’iniziale difficoltà nel reperimento dei lavoratori locali si è aggiunto il clima ostile: le inattese piogge premonsoniche hanno aggravato la situazione di trasporto dei materiali, rendendo molle e fangoso il terreno. Tutti questi fattori hanno ritardato l’avanzamento dei lavori, senza pregiudicare però seriamente il raggiungimento del risultato. Un puntuale coordinamento ha permesso di limitare al massimo i ritardi, che avrebbero potuto rivelarsi disastrosamente lunghi, e di completare la costruzione della scuola nei tempi e costi previsti.
L’ultima parte del lavoro ha riguardato la sensibilizzazione della comunità alla funzione del nuovo edificio: la scuola è un avamposto che sostiene non solo i bambini, ma anche le loro famiglie, aiutando a prefigurare la normalità della vita che verrà in comunità messe in ginocchio dalla violenza della natura. La nuova Scuola Elementare di Lekali, questo il suo nome, porterà beneficio alla comunità di Jharlang nella sua interezza, consentendole di liberare risorse da investire nella propria rinascita, ed è per questo patrimonio di tutti i suoi abitanti.
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