Nepal, un nuovo progetto per le donne vittime di violenza

Il Nepal è conosciuto per i paesaggio maestosi e la sapienza di una civiltà antica, ma ha un triste primato: è uno dei paesi meno sviluppati al mondo e un terzo dei suoi abitanti vive con meno di 2 dollari al giorno.

 

Sappiamo che la povertà ha tante e spaventose conseguenze. La mancanza di beni primari e di istruzione esplode facilmente in episodi di violenza incontrollata a danno dei più inermi, come le donne ed i bambini.

 

Nascere donna in Nepal non si può dire che sia sempre una fortuna. La società nepalese è fortemente patriarcale e le bambine passano dall’autorità del padre a quella del marito, rimanendo sempre prive di qualsiasi diritto.

 

Il 70% delle bambine nepalesi non ha accesso all’istruzione. Il 25% va incontro a matrimoni precoci e  gravidanze a rischio, che mettono in serio pericolo la loro salute e la loro vita.

 

In Nepal la violenza di genere è diventata una piaga spaventosa. Le donne senza istruzione, prive di un reddito proprio e dei diritti fondamentali, sono costrette a subire violenza domestica nella loro famiglia d’origine o nella famiglia acquisita dopo il matrimonio.

 

Il 66% delle donne nepales è vittima di violenza, ma solamente il 7% denuncia l’accaduto. Chi sporge denuncia infatti non riceve nessun sostegno dai familiari ma viene allontanata, ripudiata o subisce una durissima punizione. La realtà in cui si trova a vivere la maggioranza delle donne in Nepal è così terribile, che i suicidi sono la prima causa di morte tra le adolescenti e le donne adulte.

 

Nel settembre 2020 abbiamo avviato un progetto a sostegno a donne e bambini sopravvissuti alla violenza di genere attraverso azioni di protezione, cura, riabilitazione, reinserimento sociale e accesso a condizioni di indipendenza economica ed affettiva.

 

I beneficiari sono 60 donne e 50 bambini che hanno sofferto per gravi episodi di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale. Al loro fianco ci sono 30 operatori locali.

 

Il progetto è stato realizzato in partnership con Apeiron Italia e Apeiron Nepal, grazie a un finanziamento ricevuto dalla Chiesa Valdese attraverso il contributo dell’Otto per Mille.

 

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una mamma nepalese vittimi di violenza accolta a CASANEPAL con la sua bambina

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