“Learning poverty” globale. Di che si tratta?

Povertà di apprendimento significa non essere in grado di leggere e comprendere un testo semplice* entro i 10 anni di età o comunque entro la fine della scuola primaria.

Quando i bambini non sanno leggere, vuol dire che i sistemi scolastici non sono ben organizzati. E sebbene sia possibile imparare a leggere anche da adulti, chi non impara a leggere a leggere a scuola difficilmente riesce a padroneggiare la lettura più tardi.

 

Senza un buon apprendimento di base, gli scolari difficilmente riescono a migliorare nei successivi livelli scolastici o a crescere professionalmente quando entrano nel mondo del lavoro. Non acquisiscono le informazioni di cui hanno bisogno per alimentare la loro carriera, le loro entrate economiche, le competenze che li aiuteranno a diventare cittadini consapevoli, la capacità di creare e mantenere famiglie sane e prospere.

 

Un indice sviluppato dalla Banca Mondiale e dall’Istituto di Statistica dell’UNESCO evidenzia che il 53% dei bambini nei Paesi a basso e medio reddito non è in grado di leggere e comprendere una storia. Nei Paesi poveri, il livello raggiunge l’80%. Non dimentichiamo poi che nel mondo 260 milioni di bambini non vanno nemmeno a scuola.

Livelli così elevati di analfabetismo suonano come un segnale di allarme: tutti gli obiettivi educativi globali, e gli obiettivi di sviluppo sostenibile correlati, sono in pericolo.

 

I progressi nella riduzione della povertà di apprendimento sono molto lenti e nel 2030 circa il 43% dei bambini si troverà ancora in condizioni di povertà cronica di apprendimento.
Si tratta di una vera e propria crisi educativa, che minaccia gli sforzi che stanno facendo molti Paesi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

Eliminare la povertà dell’apprendimento è importante quanto eliminare l’estrema povertà monetaria, l’arresto della crescita o la fame. Ma per raggiungere questo obiettivo nel prossimo futuro, sono necessari progressi su larga scala molto più rapidi di quelli visti finora.

 

Il rapporto “The State of Global Learning Poverty: 2022 Update” – a pubblicazione congiunta di Banca mondiale, UNICEF, FCDO, USAID, Bill & Melinda Gates Foundation e in collaborazione con l’UNESCO – sottolinea che anche prima della pandemia esisteva una crisi dell’apprendimento, che si ulteriormente aggravata negli ultimi due anni a causa delle interruzioni scolastiche per il COVID-19.

Il rapporto richiede ai governi di intraprendere un’azione rapida globale al fine di:

  • dare ad ogni bambino la possibilità di frequentare la scuola, almeno fino al compimento del ciclo primario
  • valutare regolarmente i livelli di apprendimento di ogni scolaro
  • dare la priorità all’insegnamento delle nozioni di base, come elementi primari di un’apprendimento permanente
  • aumentare l’efficienza dell’istruzione, anche attraverso l’apprendimento di recupero
  • sviluppare la salute e il benessere psicosociale dei bambini, affinché siano nelle condizioni di imparare

Per approfondire il tema della learning poverty, clicca qui:

unicef.org
worldbank.org


* L’
indicatore della povertà di apprendimento si concentra sulla lettura sia perché la capacità di leggere e comprendere un testo è facilmente misurabile, sia perché la competenza nella lettura favorisce l’apprendimento delle nozioni di base di ogni materia.

 

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