Un rapporto UNICEF ci ricorda che circa 11,2 milioni di bambini e ragazzi residenti nell’Unione Europea soffrono di disturbi psichici: 5,9 milioni sono maschi e 5,3 femmine. Nella fascia di età compresa tra i 15 e i 19 anni, l’8% soffre di ansia e il 4% di depressione. Dopo gli incidenti stradali, il suicidio rimane la seconda causa di morte per i giovanissimi, anche se la sua incidenza è diminuita nel tempo.
A livello mondiale, il 48% dei problemi di salute mentale si manifesta entro i 18 anni, ma molti casi non vengono individuati e quindi non sono trattati: quasi la metà dei giovani adulti (tra i 18 e i 29 anni) non ha ricevuto assistenza nel bisogno. Questo dato conferma la carenza di investimenti nei servizi per la salute mentale rispetto a quelli messi in campo per la salute fisica.
Il report evidenzia nuovi elementi rispetto al passato:
– il covid-19 ha avuto un impatto drammatico sul disagio psichico dei giovani;
– il cambiamento climatico complica, a volte preclude, l’accesso a molti presidi medici e di supporto psicologico;
– la trasformazione digitale incide spesso negativamente sui rapporti sociali e la gestione della rabbia;
– l’invecchiamento della popolazione porta a una riduzione dei servizi per bambini e adolescenti;
– le migrazioni richiedono una sempre maggiore competenza linguistica e multiculturale del personale medico, ad oggi carente;
– l’inflazione pesa molto nel budget familiare e nella possibilità di accedere alle cure;
– a causa della guerra in Ucraina molti bambini e adolescenti hanno dovuto lasciare la loro casa e il loro Paese, con conseguenze importanti sulla loro salute mentale.
Diventa sempre più urgente un aumento dei fondi dell’Unione Europea per sostenere le azioni a favore della salute mentale, comprese la prevenzione e l’intervento precoce. UNICEF e OMS hanno raccomandato un aumento della spesa sanitaria nazionale per la salute mentale da una media del 3,6% ad almeno il 10%.
L’accesso a servizi sanitari di qualità dovrebbe essere pienamente attuato, garantito e gratuito per tutti i minori bisognosi di sostegno psicologico. Per questo la salute mentale deve essere integrata in tutte le azioni della politica europea – progettazione, monitoraggio, legislazione e programmi di spesa – nonché accompagnata da una maggiore sensibilizzazione su queste tematiche, che tendono a essere stigmatizzate e quindi a generare discriminazione. Una corretta informazione in materia di salute mentale potrebbe invece sostenere i passi in avanti che la politica europea si trova a dover compiere.
Fonte: The State of Children in the European Union 2024
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