Ancora oggi, in Nepal, le antiche tradizioni sono molto forti e rispettose di una rigida gerarchia sociale, nella quale le donne occupano l’ultimo posto.
Sia nelle grandi città che nei villaggi, la maggioranza delle bambine non può frequentare la scuola. Una volta cresciute non possono lavorare, sia perché sono prive di istruzione, sia perché il ruolo a loro destinato è prendersi cura della casa e di tutti i componenti della famiglia.
Spesso le bambine vengono date in sposa appena sono adolescenti, passando dall’autorità del padre a quella del coniuge. Nel momento in cui si trasferiscono nella casa del marito diventano “proprietà” della famiglia di lui ed è proprio in questo nuovo ambiente domestico che si verifica il numero maggiore di abusi.
Le statistiche ci restituiscono numeri impressionanti, che raccontano con cruda immediatezza la realtà in cui moltissime donne nepalesi si trova a vivere:
– il 70% delle bambine non ha accesso all’istruzione
– il 40% si sposa prima di raggiungere i 18 anni
– il 25% subisce violenza fisica o psicologica in famiglia
Molte donne abusate diventano vittime di gravi forme di depressione, tante altre presentano gravi sintomi da stress post traumatico che le accompagnano per anni, se non per tutta la vita. Troppe tentano il suicidio, al punto che questa risulta essere la prima causa di morte tra i 15 e i 50 anni.
Purtroppo c’è un altro volto della violenza domestica che va oltre ai danni provocati alle donne: gli episodi di violenza coinvolgono spesso anche i bambini, che assistono agli abusi subiti dalla madre e dalle sorelle o li subiscono direttamente.
Fin dal 2016 New Life for Children è presente in Nepal con progetti di sostegno alle famiglie. Nel settembre 2020 abbiamo avviato un progetto a sostegno a donne e bambini sopravvissuti alla violenza di genere. Infatti, nonostante il fenomeno della violenza domestica sia così diffuso, le case di accoglienza in cui le vittime possono rifugiarsi sono pochissime. Una di queste è CASANepal, che gestiamo a Katmandu insieme al nostro partner locale Apeiron.
Nella casa ospitiamo donne e mamme vittime di violenza domestica, intervenendo su più fronti: offriamo un rifugio sicuro alle donne sole e alle mamme con i loro bambini; insegniamo alle donne un mestiere che le aiuterà a rendersi economicamente indipendenti; garantiamo le cure mediche, una sana alimentazione, l’iscrizione a scuola e il materiale didattico ai bambini; organizziamo seminari di formazione per gli operatori che si trovano a gestire le conseguenze a lungo termine della violenza di genere.
In due anni di progetto abbiamo accolto circa 100 donne e mamme con i bambini, con la certezza che ogni donna può essere salvata dalla violenza, se interveniamo in tempo e le offriamo gli strumenti e il sostegno necessario per cominciare una nuova vita.
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Sostenitori
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