Amazzonia, l’ospedale più vicino dista 4 ore e 30 minuti

4 ore e 30 minuti. E’ il tempo che separa Iquitos, città del Perù nord-orientale, capoluogo della regione di Loreto e maggior centro dell’Amazzonia peruviana, dalle comunità amazzoniche in cui ha sede il nostro progetto.
270 minuti in tutto che sono necessari a Giulia, la nostra operatrice, per coprire la distanza che va dall’aeroporto di Iquitos ai nostri beneficiari, prima a bordo di un Tuc Tuc, poi su una barca che la guida attraverso il Rio delle Amazzoni.

 

Lo stesso tempo è necessario anche a chi viene dalla parte opposta, ovvero chi, dall’isolata Amazzonia, deve arrivare a Iquitos per raggiungere un ospedale, una scuola o un ministero. Una routine insostenibile per gli abitanti di queste comunità, che viene bruscamente interrotta ogni volta che il Rio delle Amazzoni esonda nella stagione delle piogge, isolando ulteriormente queste popolazioni.

 

Per questo motivo il nostro progetto, inaugurato nel 2008 nella comunità di Hipolito Unanue e estesosi nel 2015 anche a quella di Payorote, ha da subito mirato a garantire scolarizzazione e assistenza medico-sanitaria, oltre che alimentare, all’interno delle comunità stesse, per far sì che fossero autosufficienti sul proprio territorio. Alla riqualificazione degli istituti scolastici, che è stata il primo passo, sono quindi seguite le campagne mediche e l’installazione di cisterne per l’acqua potabile. Le attività di coltivazione dell’orto e allevamento dei polli, avviate grazie al micro-credito previsto sempre dal progetto, hanno completato il quadro.

 

Giulia racconta: “Arrivata in comunità percorro assieme ai bambini il tragitto che separa le loro case dalla scuola. Per arrivare dalla comunità alla scuola con un buon passo servono circa 45 minuti a piedi. Il percorso è all’interno della foresta (con tutti i pericoli che la caratterizzano (serpenti, zanzare, rami spezzati, altri animali, pioggia torrenziale). Durante il periodo delle piogge la strada si inonda, aumentando i pericoli per i bambini che ogni giorno devono percorrere questo tratto avanti e indietro. Le passerelle di legno che il progetto ha costruito lungo tutto il percorso permettono loro un tragitto più sicuro.

Questo mese la scuola di Payorote ha celebrato il Dìa del Logro (Giorno del risultato), quel momento dell’anno in cui insegnanti e bambini si prendono il tempo di confrontarsi con la comunità per mostrare i progressi fatti. Con lo slogan ‘Tutti possiamo imparare, nessuno è lasciato indietro’, il Dìa del Logro rappresenta un momento chiave, in cui tutta la collettività si mobilita nell’aula più grande dell’edificio scolastico per prendere consapevolezza dei miglioramenti fatti nell’apprendimento dai suoi membri più giovani.

 

Al termine della presentazione di ciascun bambino ho seguito gli studenti nella mensa, dove vengono distribuiti due pasti quotidiani, la colazione e il pranzo, che comprende riso, fagioli e pollo. Per alcuni di questi bambini i due pasti che ricevono a scuola grazie al progetto sono gli unici su cui possono contare in tutta la giornata. Mi capita perciò spesso di vedere bambini impacchettare il cibo in sacchetti o contenitori improvvisati per portarsi a casa una parte della loro porzione. Ma l’avvio di attività di micro-credito mira a migliorare la condizione di base di tutta la comunità, per assicurare a questi bambini uno standard di vita più accettabile anche quando tornano a casa.”

 

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